Il Centro Studi Vallese vi annuncia che entro Settembre aprirà il portale ai contributi dei lettori e ad una maggiore condivisione delle informazioni. A tal fine sarà aperta agli utenti la possibilità di inserimento di articoli e sarà introdotto un forum di discussione

 

ATTENZIONE!!!

Il Centro Studi Vallese informa che continua a ricevere giornalmente numerose richieste di supporto per la risoluzione di problematiche specifiche collegate agli argomenti trattati. Nel corso del tempo, è stata prassi del medesimo Centro Studi di tentare comunque di fornire il proprio contributo offrendo delle soluzioni a quanti erano in difficoltà. Prendiamo tuttavia atto che allo stato attuale la numorosità e l'articolazione delle richieste è tale da averci fatto concludere nell'impossibilità a fornire la nostra disponibilità. Di conseguenza verranno analizzati soltanto quei casi che ci consentono poi di accrescere, integrare e se necessario modificare il contenuto dei nostri articoli. Si ricorda quindi che il Centro Studi Vallese non nasce con l'obiettivo di fornire consulenza on-line ma di consentire ai consulenti, di qualsiasi grado e specie, di avere un punto di riferimento dove ricercare informazioni quanto più possibili complete ed aggiornate sui temi più "caldi" dell'attività consulenziale. In questo senso è importate in contributo che potranno fornire altri consuleti nel momento in cui il portale sarà aperto anche alle loro argomentazioni.

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E' stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il provvedimento che definisce le modalità di rilascio e di utilizzo della Posta Elettronica Certificata per tutti i cittadini, in attuazione delle novità introdotte dal Decreto Anticrisi (rif. commi 5, 6 e 7 dell'art. 16-bis del D.L. 185/2008).

Tale provvedimento intende raggiungere due scopi:

  1. Consentire a tutti i cittadini di usufruire di una casella PEC gratutita attraverso cui interagire in forma telematica con le Amministrazioni Pubbliche e con i medesimi effetti che si producono nelle notificazioni a mezzo posta;
  2. Vincolare la Pubbliche Amministrazioni ad effettuare le comunicazioni e le notificazioni ai dipendenti della stesse o di altre amministrazioni pubbliche unicamente attraverso la PEC.
Trattasi in particolare di un provvedimento che si inderisce nell'ambito del "progetto e-gov 2012" del Ministro Brunetta ed in particolare dell'Obiettivo 20: Dematerializzazione (maggiori info su questo sito www.e2012.gov.it) realizzato al fine di dematerializzare i flussi documentali tra le amministrazioni ed i cittadini.
Rapporti con il cittadino

Al cittadino che ne fa richiesta la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie, direttamente o tramite un affidatario del servizio, assegna un indirizzo di PEC gratutita che costituisce così l'indirizzo valido ad ogni effetto di legge per quel che riguarda i rapporti con le Pubbliche Amministrazioni.

A tal fine vengono specificate le modalità di richiesta, di attivazione, di utilizzo e di recesso del servizio.

A) Modalita' di richiesta del servizio. Qualunque cittadino italiano maggiorenne, compresi i cittadini residenti all'estero, puo' chiedere l'attivazione di un'utenza personale di posta elettronica certificata accedendo ald uno specifico sito dedicato al servizio di posta elettronica certificata per i cittadini in cui sono evidenziate le regole per l'attivazione e l'utilizzo del servizio da parte del cittadino; i requisiti tecnici per l'accesso al servizio; le buone prassi per l'utilizzo del servizio in condizioni di massima sicurezza; i manuali d'uso di riferimento. Sul sito e' altresì disponibile tutta la documentazione inerente le caratteristiche del servizio reso, gli obblighi contrattuali dell'affidatario del servizio e la normativa di riferimento.

Per effettuare la richiesta il cittadino inserisce in appositi campi i propri dati anagrafici comprensivi del codice fiscale; deve inoltre scegliere la password ovvero idonei sistemi di accesso sicuro al servizio. Il sistema verifica la coerenza dei dati, sulla base delle informazioni fornite.

La richiesta si perfeziona con l'attivazione mediante esplicita operazione con cui il cittadino dichiara di avere preso visione delle condizioni indicate e di averle espressamente accettate. La registrazione di tale operazione, confermata dalla successiva attivazione dell'utenza, costituisce evidenza, valida ai fini di legge, della volonta' del cittadino di aderire alle condizioni d'uso del servizio di posta elettronica certificata. La fase di richiesta si conclude con la comunicazione del suo esito e, se positivo, con l'indicazione delle modalita' di attivazione.

B) Attivazione del servizio. L'attivazione dell'utenza di posta elettronica certificata per i cittadini ha luogo presso uffici pubblici o aperti al pubblico largamente diffusi sul territorio e dotati di connessione telematica, la cui tipologia e localizzazione è resa pubblica attraverso mezzi di comunicazione di massa. L'elenco di tali uffici e' inoltre reperibile sul sito di richiesta del servizio. I cittadini possono recarsi presso gli uffici abilitati all'attivazione a partire dalla data comunicata dal sito all'atto della registrazione entro e non oltre tre mesi a partire da tale data, muniti di un documento di riconoscimento valido e del documento recante il codice fiscale.

L'ufficio abilitato effettua la verifica della correttezza dei dati identificativi collegandosi al sito e, nel caso di verifica positiva, provvede alla stampa della richiesta che viene firmata dal richiedente dando cosi' luogo all'attivazione del servizio, anche tramite la consegna delle credenziali di accesso al medesimo. L'ufficio abilitato provvede inoltre ad informare il richiedente, in modo compiuto e chiaro, sulle condizioni d'uso del servizio.

C) Utilizzo del servizio. Il cittadino deve utilizzare il servizio attenendosi alle modalita' operative ed alle regole indicate sul sito. L'uso del servizio è personale e riservato.

Non è consentito accedere ad un'utenza per conto di terzi o cedere la propria utenza a terzi. La password per l'accesso al servizio deve essere mantenuta segreta e modificata periodicamente seguendo le regole pubblicate sul sito. Il cittadino può richiedere, attraverso funzioni rese disponibili dal sito, la notifica dell'avvenuta ricezione di un messaggio di posta elettronica certificata, mediante comunicazione verso un altro indirizzo di posta elettronica da lui prescelto. L'affidatario del servizio può peraltro rendere disponibili, secondo regole predefinite, funzionalità addizionali utili per la gestione della corrispondenza, quali la notifica tramite sms, l'invio di comunicazioni in formato cartaceo, l'inoltro dei messaggi verso altre caselle di posta elettronica, la conservazione delle e-mail a lungo periodo, ecc.

All'indirizzo di posta elettronica certificata del cittadino possono essere associati uno o più recapiti a cui inviare le comunicazioni in forma cartacea, nei casi previsti, nonchè numeri di telefono sia fissi che mobili, numeri di fax, indirizzi di posta elettronica ed ogni altro strumento utile per comunicazioni inerenti il servizio. In caso di variazione, è compito e responsabilità del cittadino aggiornare tali riferimenti, anche utilizzando gli appositi servizi telematici di gestione del suo profilo personale.

Possono altresì essere resi disponibili servizi di gestione del fascicolo individuale digitale concernente gli atti amministrativi relativi al rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, nonche' altri servizi idonei ad assicurare una migliore funzionalita' della PEC.

L'affidatario deve altresì assicurare la gestione degli elenchi degli indirizzi di posta elettronica certificata rendendone disponibile la consultazione alle pubbliche amministrazioni. L'affidatario deve mantenere traccia delle operazioni svolte sulla casella elettronica certificata ed adotta inoltre le opportune soluzioni tecniche organizzative che garantiscono la riservatezza, la sicurezza e l'integrita' nel tempo delle informazioni.

D) Recesso dal servizio. In qualunque momento il cittadino può comunicare la sua volontaà di recedere dal servizio di posta elettronica certificata. La comunicazione è effettuata, previa autenticazione, tramite un'apposita funzione del sito. Il recesso comporta la cessazione del servizio e la conseguente cancellazione dagli elenchi contenenti gli indirizzi di posta elettronica certificata dei cittadini entro ventiquattro ore dall'avvenuta comunicazione del recesso.

In conseguenza del recesso, le comunicazioni tra il cittadino e la pubblica amministrazione si realizzano secondo le procedure tradizionali.

Effetti sulle PP.AA.

Le pubbliche amministrazioni istituiscono una casella di PEC per ogni registro di protocollo e ne danno comunicazione al CNIPA che provvede alla pubblicazione in rete consultabile per via telematica.

Per realizzare lo scopo prefissato vengono inoltre introdotti ulteriori vincoli:

  1. Le PP.AA che prima del provvedimento in argomento comunicavano e rendevano disponibili per via telematica l'elenco della documentazione richiesta per i singoli procedimenti, i moduli e i formulari validi ad ogni effetto di legge, anche ai fini delle dichiarazioni sostitutive di certificazione e delle dichiarazioni sostitutive di notorietà, devono ora anche includere gli estremi di eventuali pagamenti per ogni singolo procedimento.
  2. le PP.AA. dovranno inoltre rendere disponibili sul loro sito istituzionale, per ciascun procedimento, ogni tipo di informazione idonea a consentire l'inoltro di istanze da parte dei cittadini titolari di PEC, inclusi i tempi previsti per l' espletamento della procedura
  3. Viene quindi stabilito che le PP.AA. dovranno così accettare le istanze dei cittadini inviate tramite PEC in quanto il relativo invio costituisce sottoscrizione elettronica da effettuarsi peraltro mediante firma digitale.
Rapporti tra dipendenti e P.A.

Interessanti risultano anche gli effetti che si intendono produrre nei rapporti tra le PP.AA ed i propri dipendenti in quanto il provvedimento in argomento specifica che i pubblici dipendenti, all'atto dell'assegnazione di una casella di PEC da parte dell'amministrazione di appartenenza, possono optare per l'utilizzo di un'unica casella di posta sia per ciò che riguarda la loro posizioni di cittadino che per ciò che riguarda la posizione di dipendente.


Entrata in vigore

L'entrata in vigore delle norme appena ora introdotte attendono tuttavia un iter che appare lungo in quanto occorrerrà:

  1. Provvedere ad una gara ad evidenza pubblica con cui individuare l'affidatario del servizio a cui il Consiglio dei Ministri delegherà le questioni operative e nella quale verrano definite le caratteristiche tecniche del servizio, i livelli di servizio garantiti, gli obblighi, anche informativi, dell'affidatario nonche' gli ulteriori servizi da mettere a disposizione;
  2. Attendere che le modalità di gestione della PEC nei rapporti tra le PP.AA. ed i propri dipendenti vengano formalizzati con apposite convenzioni. Il provvedimento ha infatti specificato le modalità di richiesta, di attivazione, di utilizzo e di recesso del servizio esclusivamente per ciò che riguarda la posizione dei singolo cittadino rinviando alla stipula di future convenzioni con le quali disciplinare l'attribuzione delle caselle PEC ai propri dipendenti.
In questo senso, il provvedimento in argomento costituisce un importante passo avanti nell'informatizzazione della Pubblica Amministrazione, ma richiede ancora tempi lunghi per l'effettiva attuazione delle proposte avanzate.
Problemi di coordinamento normativo
E' interessante infine osservare come il recente Disegno di Legge n. 1082-B in corso di pubblicazione (titolato "Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile") oltre ad apportare ulteriori innovazioni sull'argomento estende l'uso della PEC anche in capo alle Amministrazioni Pubbliche periferiche ma, a parere dello scrivente, pone non pochi problemi di coordinamento normativo.
Da un lato, tale provvedimento istituisce ulteriori obblighi in capo alle Amministrazioni Pubbliche che già dispongono di propri siti ed in particolare:
  • Entro il 30 giugno 2009, pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta ai sensi del presente codice, assicurando peraltro un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili;
  • Entro il 31 dicembre 2009 pubblicare un registro dai processi al pubblico. Tali processi devono essere di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell'avanzamento delle pratiche.
Valutando positivamente tali innovazioni e anche considerando le difficoltà organizzative che tali nuovi vincoli possono introdurre in capo alle Amministrazioni Pubbliche, non si può tuttavia non osservare come l'art. 34 del provvedimento in argomento presenta al comma 3 il seguente testo modificativo del D.Lgs. 82/2005 (c.d. "Codice dell'Amministrazione Digitale"): "Le pubbliche amministrazioni regionali e locali hanno facoltà di assegnare ai cittadini residenti caselle di posta elettronica certificata atte alla trasmissione di documentazione ufficiale".
Si pone quindi particolare attenzione alla locuzione "facoltà di assegnare" utilizzata nel testo.
Se si considera infatti che si è in attesa delle procedure per attribuire la PEC gratutita ad ogni cittadino da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri non si comprende il perché poi qualsiasi Amministrazione Pubblica Locale (Regioni, Province, Comuni, Comunità Montane, Unione di Comuni, ecc...) possa liberamente attribuire una PEC per ogni comunicazione dovrebbe essere notificata. In altri termini mentre l'Ammininistrazione Pubblica Centrale offre la possibilità di esercizio di un diritto al cittadino, dall'altro tale provvedimento lascia ampio margine di discrezionalità alle Amministrazioni Pubbliche Locali di decidere come e quando assegnare una PEC al cittadino per raggiungere i propri scopi istituzionali.

Si pensi ora cosa accadrebbe se nell'interpretare il concetto di "Pubbliche Amministrazioni regionali e locali" venissero considerate anche le varie società di servizi esterne agli enti locali che costellano quel variegato mondo dei servizi pubblici a rilevanza economica. Aggiungiamo quindi come ulteriore ingrediente il fatto che le imprese distributrici della PEC quando si renderanno conto della nuova innovazione legislativa, si avventeranno senza indugio nel proporre i propri servizi di attribuzione delle PEC agli amministratori pubblici pubblicizzando esclusivamente i nuovi ed impellenti vincoli imposti dai provvedimenti in essere.

A parere dello scrivente, si realizzerebbe il caos, in quanto ciascun cittadino si potrrebbe trovare ad aver una moltitudine di PEC senza alcun controllo sul processo di proliferazione delle medesime.

Eppure l'art. 3 del Codice dell'Amminstrazione Digitale risulta chiaro nel riconoscere ai cittadini e alle imprese il diritto all'uso delle tecnologie, ovvero il diritto di richiedere e di ottenere l'uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nei rapporti con le pubbliche mministrazioni centrali e con i gestori di pubblici servizi statali. Tale diritto è esercitabile anche nei riguardi delle amministrazioni regionali e locali nei limiti delle risorse tecnologiche e amministrative disponibili e nel rispetto della loro autonomia normativa.

Si spera quindi in un intervento correttivo che imponga alle Amministrazioni Pubblcihe Regionali e Locali di utilizzare l'unica PEC che i cittadini vorrano liberamente attribuirsi mediante la procedura che verrà istituita dalla Presidenza del Consiglio.

Sembra in realtà che tale aspetto sia stato valutato dal Ministero della Pubblica Amministrazione e l'Innovazione in quanto nella conferenza stampa congiunta del 10.06.2009 con il Ministro della Giustizia Alfano in materia di innovazione nelle procedure dei tribunali, il Ministro Brunetta ha affermato che In tema di giustizia ".....attualmente abbiamo una PEC speciale ed una PEC universale che deve ancora partire, ma la nostra intenzione è la convergenza....."; ancora che ".....stiamo predisponendo la gara per la PEC universale; partiamo da settembre con una sperimentazione INPS di PEC che chiamiamo ordinaria e da Gennaio avvieremo la PEC universale per tutto il sistema della Pubblica Amministrazione e riteniamo di attivare la convergenza negli stessi tempi in maniera che no ci siano ne sovrapposizioni, nè distinzioni....."; il Ministro conclude successivamente che ".....io ho parlato di convergenza..... .....siccome molti altri hanno attivato PEC con proprie risorse in altri segmenti della Pubblica Amministazione, quello che noi faremo da gennaio e forse con una piccola modifica normativa che metteremo in Finanziaria, è proprio quello di far convergere tutti i sistemi di Posta Elettronica Certificata, ovviamente con le varie specificazioni, cercando di non buttare via nulla, però portando al superamento della Balcanizzazione perché, altrimenti, avremo venti PEC .....che poi non funziona .....di questo ne siamo perfettamente consapevoli....."

 

Fonti:
- DDL 1082-B
- D.P.C.M. 6 maggio 2009;
- D.L. n. 185/2009 (cd. Decreto Anticrisi);
- D.Lgs. n. 82/2005 (Codice dell'Amministrazione Digitale)

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